Parole Al Vento

PAROLE AL VENTO E FONDI DI CAFFE’

Spettacolo di teatro-danza

Passaggi di immagini, giochi di similitudini e luoghi comuni, contrasti e proiezioni, messe a fuoco e ingrandimenti dedicati a figure femminili che vengono da lontano.

“… che cos’è lei? Lei non è del paese, lei non è nulla. . Eppure anche lei è qualcosa.…io sono qui, ma di passaggio…”

Lo Spettacolo

Prologo

In un foyer immaginario il pubblico è accolto da cinque figure femminili che incarnano lo spirito di donne provenienti da altrove. Attraverso il dono di oggetti simbolici, le donne si presentano e accolgono gli spettatori. L’atmosfera è arricchita da un sottofondo sonoro, da profumi e sapori che risveglieranno i sensi.

La piazzetta

… cambio di tempo, una musica scandisce i passi dell’ingresso di cinque personaggi… Lo spazio si trasforma in una piazza dove tre comari, pregne dell’abitudine al giudizio, incontrano due donne immigrate: una arrabbiata e disincantata ma determinata ad affermare la propria identità; l’altra ingenuamente idealista, disorientata, in cerca di qualcuno a cui affidarsi. Trii e duo danzati, accompagnati dal ritmo incalzante di un brano degli Aparecidos, descrivono scorci di realtà quotidiana e fotografano con ironia le dinamiche tipiche delle città di oggi; le donne si affrontano e si conoscono, i caratteri si svelano, si inaspriscono e tra tutti emerge l’irruenza dello spirito di una sposa guerriera.

Violenza

La scena si trasforma in campo di battaglia, luogo di convivenza obbligata dove le relazioni si fanno ostili e i personaggi, messi a nudo, svelano piccole violenze quotidiane, agite e subite. Questa scena si sviluppa attraverso un’improvvisazione strutturata sul brano Big in Japan di Tom Waits; alla fine dello scontro, sulla scena, un cadavere coperto da un lenzuolo bianco.

Solo De Majo

Solo dedicato alle Madres di Placa de Majo. La ripetitività di gesti legati alla vita domestica aiutano una madre a non pensare, ma al tempo stesso fanno riaffiorare ricordi dolorosi. Questa memoria, a volte offuscata, a volte più nitida, rappresenta per lei la vita, il suo presente, il desiderio e la necessità di lottare per evitare l’oblio.

Orumilà (il destino)

Gli altri personaggi, testimoni di questo momento, tornano in scena intonando un canto per invocare le anime di tutte le donne in un momento di danza corale e di condivisione. Questa volta sarà il vento a spazzare la scena, a disperdere le voci e portarci in un altro luogo, un angolo di strada al calare del sole.

Dialoghi al calar del sole

Donne che, quando arriva la sera, si raccontano le confidenze più intime, gli amori più segreti. Accompagnata dalla poliritmia di semplici strumenti (clave, chekerè, guiro e mani), una giovane danza i suoi desideri, le paure, e prende atto della sua solitudine; una, confessa le umiliazioni vissute; una, ricorda la sua prima volta… L’aria calda, un po’ nostalgica, è portata dalle note di Tonada de Luna llena (Caetano Veloso).

Sul bus

Un bus arriva, scoppietta, carica e si ferma, riparte! Trascina con sé pensieri e riflessioni e dove passa scatena un vortice di festa.

Regia: Francesca Pedullà

Coreografia: Francesca Pedullà e laboratorio di gruppo

Interpreti: Marcella Arnuzzo, Irene Gulli, Roberta Messa, Sara Parisi, Sara Tassara

Contatti

Associazione CQB
Genova
Italia

Mail: associazionecqb(@)gmail.com

Tel: +39 347 7637913 - Roberta Messa
+39 348 3522947 - Francesca Pedullà

 

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